GEMELLAGGIO MAJANO-CITTA’ DI CASTELLO.. IN RICORDO DI ANGELO ZAMPINI

Angelo Zampini, un eroe senza medaglia, almeno fino a quest’anno, che a 100 anni dalla morte ha unito indissolubilmente due comunità, quella di Majano e quella di Città di Castello in un nuovo gemellaggio.

Così, anche dopo 100 anni, il sentimento è l’elemento comune a tutta la storia nata dalla vicenda del Sergente Zampini e che prima a Majano, sabato 28 e domenica 29 ottobre, e poi a Città di Castello, sabato 25 e domenica 26 novembre, ha trovato un nuovo importante tassello.

Tutto è iniziato dal cuore e dal coraggio che il sergente ha usato per difendere l’Italia il 30 ottobre del 1917. Angelo Zampini a soli 23 anni, dalla campagna umbra dove faceva il contadino, si ritrovò sul fronte a combattere. A Farla di Majano, sergente della 999ª compagnia Mitraglieri, il 30 ottobre del 1917 contrastò per ore il fuoco nemico in una battaglia tra l’esercito italiano e quello nemico dopo la disfatta di Caporetto con l’intento di arrestare l’avanzata nemica. Zampini si era posizionato con la sua mitragliatrice nella zona posta quasi alla fine dell’abitato della piccola frazione, all’altezza di casa Venier, sullo slargo della chiesa, e per oltre due ore, da solo, oppose resistenza. All’ordine di ritirarsi lui aveva risposto con un «io non mi ritiro di qua non passano, ho da morire io prima che passino». E questo accadde. L’esercito austro-germanico, riuscì a trovare un varco, si portò alle sue spalle e lo freddò con un colpo alla nuca. La strenua difesa di quel coraggioso soldato diede il tempo alle circa 200 persone che a quel tempo abitavano a Farla di scappare: se Zampini fosse fuggito la popolazione civile sarebbe stata travolta dal nemico. Questo gesto non è mai stato riconosciuto da alcuna autorità militare perché tutti i suoi superiori si erano messi in salvo e non erano presenti ad assistere al gesto eroico.

Con lo stesso cuore le due comunità di Majano e Città di Castello hanno saputo ricordare nel corso di questo secolo tale gesto, evitando che i resti dell’eroe finissero negli ossari e realizzando il monumento presente presso il “vecchio” cimitero di Majano. L’amicizia tra le due comunità, in primis quella di Lerchi, frazione di Città di Catello dove Angelo Zampini è nato, e Farla di Majano, dove ha sacrificato la vita, ha quindi un’origine forte, mantenuta inalterata nei decenni.

Queste le motivazioni del gemellaggio siglato sabato 28 ottobre tra le due comunità di Majano e Città di Castello nella storica cornice dell’Hospitale di San Giovanni. La serata è proseguita con la presentazione del libro “IO RESTO! Il sacrificio del Sergente Mitragliere Àngiolo Zampini, Eroe senza medaglia” di Claudio Zanier e Paolo Strazzolini alla presenza dei Familiari del Sergente Zampini.

Una serata appassionante ricca di emozioni forti alternate da appassionanti ricostruzioni degli avvenimenti del 1917 che hanno calamitato l’attenzione del numeroso pubblico.

Oltre alla ricostruzione storica dei due scrittori, appassionanti sono stati gli interventi del generale Tota e del Presidente ANA della Provincia di Udine, Dante Soravito, testimoniando come il riconoscimento della medaglia sia stata una questione non facile risolta con il cuore. Toccanti anche gli interventi e le presentazioni dei lavori fatti dagli alunni delle scuole di Majano e Città di Castello

Le celebrazioni sono proseguite nella giornata di domenica 29 ottobre: dal monumento di Angelo Zampini, situato nel vecchio cimitero di Majano, il corteo si è recato sul luogo della morte del Sergente. Si è trattato di un momento commovente per l’importante partecipazione cittadina accompagnata dalla Fanfara e da numerosi alpini accorsi anche dalle vicine Comunità.

E’ stata quindi consegnata al nipote del Sergente la medaglia al valore, finalmente riempiendo un vuoto lungo 100 anni.

Sono seguiti i discorsi delle autorità civili e militari presenti, il Sindaco del comune di Majano Raffaella Paladin, il Presidente del Consiglio Comunale di Città di Castello Toffanelli Vincenzo, il vicepresidente nazionale ANA Alfonsino Ercole e il Generale di Corpo d’Armata Bruno Stano che ha consegnato la medaglia.

La cerimonia si è conclusa con un ricco rinfresco organizzato dal circolo culturale Farlatti.

Sabato 25 e domenica 26 il Sergente Zampini è stato invece ricordato nella sua città natale. Una delegazione del Consiglio Comunale, accompagnata dalla Protezione Civile, dagli Alpini e da parecchie persone di Farla sono scesi a Città di Castello per cementare nuovamente l’amicizia.

Nella magnifica sala consiliare della città Umbra il nipote del Sergente Zampini ha donato alla città la medaglia che a Majano gli era stata consegnata. E parole come “coraggio”, “sacrificio” e “amore per la patria” sono tornate protagoniste, come già a Majano, per omaggiare il Sergente Zampini. Erano presenti le scuole, e proprio agli studenti delle elementari sia il Sindaco di Majano Raffaella Paladin che il Sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta si sono rivolti affinché si facciano protagonisti nel futuro di ricordare il significato del gesto dell’Eroe e portino avanti il sentimento di amicizia non solo tra le istituzioni ma tra le persone.

La serata si è conclusa con una breve visita della città e con una cena preparata dagli allievi della scuola professionale “Bufalini”.

La domenica il corteo è partito dalla chiesa di Lerchi ed è arrivato fino alla casa natale di Angelo Zampini, in via dell’Eroe, dopo è stata deposta una corona di fiori e si sono tenuti i discorsi ufficiali dei Sindaci dei Comuni gemellati Paladin e Bacchetta, del Presidente del Consiglio Comunale di Città di Castello Toffanelli e del Generale Tota.

La mattinata si è conclusa con un pranzo offerto dalla proloco di Lerchi.

Anche questo, come gli altri gemellaggi del nostro Comune, ha radici profonde ed è sentito dalle comunità, è un gemellaggio di cuore, non solo di forma.. e ancora più vere sono le parore usate dai bambini delle scuole “ricordare significa far vivere le emozioni e le persone per sempre”.

A questo link alcune foto dell’evento